Notti

Ci sono notti in cui nessuno capisce. L’inquietudine, l’incapacità di chiudere gli occhi senza provare un senso di catastrofe imminente.

Ci sono notti in cui nessuno capisce, nemmeno chi dovrebbe, o potrebbe, capire. Notti in cui non riesci a stare a fissare il soffitto, al buio, tranquillamente mentre chi hai accanto dorme. Notti in cui chi riesce a crollare con ancora le parole in bocca ti dà fastidio.

Notti in cui avresti bisogno di parlare, anche se è tardi, ma non c’è nessuno con cui farlo. Notti che fagocitano tutto. A parte un profondo senso di malessere. Notti che solo gli insonni conoscono.

Ci sono notti in cui nessuno capisce quanto sia frustrante essere svegli, pur avendo bisogno di dormire. In cui vorresti solo chiudere gli occhi e staccare l’interruttore, invece sai che dovrai sfinirti prima di riuscire a dormire.

Ci sono notti in cui forse basterebbe la metà del tempo per addormentarsi, se ci fosse qualcuno che capisce quell’angoscia. Apparentemente immotivata, ma che forse dei motivi li ha. Qualcuno che sacrifichi mezz’ora del suo sonno per donarlo a te, che con una parola o la vigile presenza porti via l’inquietudine.

Ci sono notti in cui l’insonnia sarebbe un nemico meno pericoloso, se ci fosse qualcuno.

Un pensiero su “Notti

  1. Probabile che quel qualcuno ci sia veramente, magari proprio di fianco a noi. E magari la capirebbe pure quell’angoscia, e magari sarebbe anche disposto a perdere qualcosa in più di una sola mezz’ora di sonno per noi.
    Ma è probabile che siamo noi stessi a non voler far carico di certe preoccupazioni a chi ci sta vicino, forse perché teniamo a loro più di quanto pensiamo e vogliamo che ne restino fuori. Oppure pensiamo che magari non capirebbero e preferiamo risparmiarci situazioni spiacevoli rinchiudendoci in noi stessi, affrontando da soli quelle lunghe e stupide notti insonni.
    Vado avanti coi “magari” e coi “probabile”, chissà però che non c’azzecchi.
    Con questo non voglio dire che tutto dipenda solamente da noi, un pochino di colpa anche agli altri bisogna pur darla, e che cavolo! Qualche gomitata o qualche ginocchiata nel punto giusto e vedrai che la mezz’ora la perdono sicura. :-p
    Una volta non riuscendo a prendere sonno mi son seduto in veranda deciso a passarla a guardar le stelle. Quasi all’alba mi sono accorto che un barbagianni se n’era rimasto per tutto il tempo appollaiato a fissarmi su uno scatolone quasi sopra la mia testa. Quand’è volato via l’ha fatto così silenziosamente che non ho sentito nemmeno lo sbatter d’ali. Davvero affascinante!

    Pensiamo sempre di esser soli, invece a quanto pare… qualcuno c’è! 🙂

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