Changing

Stasera, dopo una giornata perfetta, ho realizzato. Sta cambiando tutto. Tutto. La mia vita intera sta andando incontro al sole, all’arcobaleno, a folle di ninfe festanti, dopo essersi lasciata alle spalle quell’esistenza frustrante che era il mio essere universitaria. Lunedì mi sono laureata. Lunedì è iniziato a cambiare tutto.

O meglio, da lunedì non ho più quel fardello che per anni ha accompagnato la mia quotidianità e che dava un nome e una motivazione alla mia ansia. Nei giorni scorsi sono stata troppo impegnata a dormire per capirlo. Felice. Poi assonnata. Poi felice. Poi in letargo. Poi uno sprint di energia per buttarmi verso l’esame di abilitazione e i mesi di tirocini connessi. Altro breve letargo. Un po’ di sole, una passeggiata in centro, quell’inquietudine al crepuscolo che mi piglia da quando avevo 5 anni, un altro po’ di letargo.

Ma oggi è stato tutto perfetto. Per la prima volta da anni mi sono resa conto di come fosse davvero sabato. Nessun esame da preparare. Nessun pensiero rivolto ad un dovere rimandato per un po’ di svago. Solo la semplicità. La bellezza di una giornata in due. E poi con gli amici. Fino a tornare a casa, noi due. Come sta succedendo spesso. Mi siedo sul divano ed eccolo lì, lo stronzo. Quel baratro che ogni tanto mi piglia dallo stomaco: lui sale, verso i polmoni, rimpicciolendoli, verso il cuore, facendolo andare più veloce, più rumoroso, verso il cervello, riempiendolo di catastrofi imminenti. Penso “sono felice”? Lui risponde “hai tanto da perdere”. Io “Mi sembra di avere una casa e mezza in questo periodo”.Lui “sei piccola. Piccola.”.

Il baratro sale, perché è me che vuole portare in basso. Se ne approfitta. Del fatto che i cambiamenti fanno paura, anche quando sono bellissimi. Ti costringono a rischiare, a uscire dalla tua zona di confort. Vorrei essere felice senza avere paura. Invece me la faccio sotto. Sono completamente, stupidamente terrorizzata dalla mia vita che cambia. Da un futuro che potrebbe essere meraviglioso. E sono anche schifosamente felice, finché lui non torna a farsi sentire. Mi sento fortunata e grata per quello che ho raggiunto, per le persone più importanti che ho vicino. Ma il pensiero di non essere all’altezza, o di ferire qualcuno, di dover lasciare qualcosa che amo per qualcos’altro che amo mi hanno travolta. Come una di quelle onde che fanno disastri. Chiamatelo ansia, chiamatelo baratro ma lui lo sa, quando farsi sentire. E non so bene come sconfiggerlo.

Forse posso solo dire che ha ragione.

Sta cambiando tutto. Sono felice. Sono spaventata. E in un modo o nell’altro, le cose vanno.